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giovedì 19 maggio 2011

Campioni d'Italia

Non si può non dedicare il primo post calcistico alla vittoria dello scudetto del Milan.
Dopo anni di egemonia interista, è arrivato un titolo decisamente desiderato dal popolo rossonero, anche perchè erano ben 7 anni che la squadra della "Milano che conta" non raggiungeva quest'obiettivo.
Dopo un inizio di stagione altalenante, dato dal cambio di allenatore e dalla campagna acquisti in estate, che ha rinnovato una rosa ormai datata (investendo su Robihno, Ibra, Boateng, Amelia, Yepes, Sokratis, e sulle forze fresche delle giovanili, Strasser e Merkel su tutti), il Milan ha cominciato il suo cammino trovando pian piano un equilibrio, fondamentale per poter vincere costantemente.
I problemi comunque non sono mancati: la rivoluzione tattica del mister Allegri ha necessitato di tempo per essere "capita", sia dai giocatori che dai tifosi. Un esempio è il cambiamento a centrocampo, con lo spostamento di Pirlo non più come playmaker , ma come mezz'ala sinistra e con l'arrivo di Boateng, Seedorf, fondamentale per le geometrie rossonere, non ha più trovato lo spazio che aveva prima. Queste modifiche hanno fatto sì che il gioco fosse più lento e prevedibile. Mancava la qualità in mezzo al campo, mancava il giocatore che saltava l'uomo e creava superiorità numerica, insomma per i nostalgici del centrocampo Ance
lottiano vedere il Milan giocare in quella maniera non era granchè soddisfacente. Le prove stanno anche nei risultati: in Champions League, in cui il gioco di squadra conta più di qualsiasi altra cosa, in 6 partite 2 sole vittorie contro l'Auxerre, e 1 pareggio in casa contro il Real Madrid; in campionato invece la vetta è stata raggiunta all'11esima giornata.
In questa situazione bisogna